Nel contesto dei rapporti di conto corrente, quando il correntista intende agire per la ripetizione dell’indebito, è imprescindibile delineare con chiarezza i requisiti probatori che devono essere soddisfatti. L’onere della prova grava infatti su chi reclama la restituzione delle somme indebitamente versate. Tale onere comporta la necessità di dimostrare non solo l’effettivo pagamento delle somme contestate, ma anche la mancanza di una valida causa debendi che giustifichi tali addebiti.
Un aspetto cruciale è rappresentato dalla necessità di ricostruire in maniera analitica l’andamento del rapporto di conto corrente. Questa ricostruzione non può basarsi sulla mera produzione di estratti conto scalari. Questi ultimi, pur fornendo una sequenza riepilogativa dei saldi positivi e negativi, non offrono i dettagli indispensabili per comprendere l’origine e la natura delle singole operazioni effettuate. Mancano infatti indicazioni relative agli importi capitali giornalieri e alle causali specifiche, elementi che invece possono essere desunti solo dagli estratti conto integrali.
Gli estratti conto scalari, essendo documenti riepilogativi del calcolo delle competenze contabilizzate sul conto, non consentono di individuare con esattezza l’importo capitale in un determinato giorno di valuta. Per questo motivo, la loro produzione, in assenza di documenti integrali, non è sufficiente per supportare una domanda di ripetizione dell’indebito. Solo gli estratti conto integrali permettono di ricostruire le singole operazioni e di verificare la legittimità delle poste addebitate.
Nell’ambito di un’azione di questo tipo, risulta altresì fondamentale che la documentazione prodotta in giudizio sia completa e coerente. Una produzione frammentaria o incompleta rende impossibile una ricostruzione contabile attendibile e, di conseguenza, vanifica ogni tentativo di dimostrare le pretese del correntista. Ed una eventuale consulenza tecnica d’ufficio, in assenza di una base documentale adeguata, non può supplire alla mancanza di prove concrete, poiché il perito non è in grado di individuare puntualmente le poste che si assumono essere illegittime.
Si impone quindi un principio fondamentale: spetta al correntista, che agisce per la ripetizione di somme indebitamente versate, l’onere di fornire una documentazione completa e dettagliata, capace di dimostrare la sussistenza degli addebiti illegittimi. L’articolo 2697 del Codice Civile stabilisce infatti che chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.
Questa prospettiva evidenzia l’importanza di conservare gli estratti conto integrali e di predisporre una documentazione analitica prima di intraprendere qualsiasi azione giudiziaria in materia bancaria. Una gestione trasparente e ordinata dei rapporti di conto corrente rappresenta non solo un requisito tecnico, ma anche una garanzia di tutela per entrambe le parti coinvolte. La chiarezza documentale è il pilastro su cui si fonda ogni contestazione legittima in ambito bancario.
Anna Esposito
Ultimi post di Anna Esposito (vedi tutti)
- Revocatoria fallimentare e onere della prova: nuove direttive dalla Cassazione - 27 Novembre 2024
- La Suprema Corte su legittimazione attiva e cessione di crediti - 8 Novembre 2024
- Sul contratto di sale and lease back - 7 Novembre 2024
- La tutela della riservatezza bancaria: analisi del provvedimento n. 659/2024 del Garante Privacy - 6 Novembre 2024
- La responsabilità amministrativa delle società cancellate dal registro delle imprese: riflessioni su una recente sentenza della Cassazione - 1 Ottobre 2024