Il recente rapporto ENISA NIS360 – 2024, pubblicato ieri, 5 marzo 2025 (premere qui per leggere), rappresenta un intervento di sistema di primaria rilevanza nella valutazione della maturità cibernetica e della criticità strutturale dei settori contemplati dalla Direttiva NIS2 (Direttiva (UE) 2022/2555). Questo documento, fondato su una metodologia analitica rigorosa e multilivello, individua fragilità intrinseche, discrepanze regolatorie e zone di rischio strategico, offrendo raccomandazioni operative vincolanti per la resilienza del tessuto infrastrutturale europeo.
Settori a rischio: l’identificazione della “risk zone”
Secondo ENISA, sei settori – ICT service management, spazio, amministrazione pubblica, marittimo, sanitario e gas – risultano altamente critici ma insufficientemente maturi dal punto di vista della cybersicurezza. Tali ambiti, collocati nella cosiddetta “risk zone”, presentano un divario strutturale tra la loro rilevanza sistemica e la capacità effettiva di risposta agli attacchi cibernetici.
In particolare:
- il settore ICT, crocevia digitale dell’ecosistema industriale europeo, è vulnerabile per via della sua natura transfrontaliera e dell’assenza di standardizzazione operativa;
- il comparto spaziale, ancora agli albori della regolamentazione settoriale, è penalizzato da un uso estensivo di componenti commerciali off-the-shelf (COTS) e da un generale deficit di consapevolezza cibernetica tra gli attori coinvolti;
- la pubblica amministrazione, soggetto centrale per la coesione istituzionale, permane immatura sul piano operativo e gestionale, pur essendo bersaglio privilegiato di azioni ostili statali e hacktiviste;
- il settore marittimo soffre la vetustà dei sistemi OT e necessita esercitazioni europee di gestione delle crisi per rafforzare coordinamento e risposta;
- il settore sanitario è minato dalla eterogeneità interna, dalla persistente dipendenza da sistemi legacy e da dispositivi medici insicuri;
- il comparto del gas, pur centrale nella sicurezza energetica, presenta gravi carenze nella preparazione post-incidente.
Dimensione giuridica e strategica: effetti della Direttiva NIS2
La Direttiva NIS2, recepita nel diritto nazionale entro il 17 ottobre 2024, impone obblighi stringenti in materia di gestione del rischio e notificazione degli incidenti. Tuttavia, il report ENISA dimostra come l’attuazione effettiva resti disomogenea tra gli Stati Membri e come molte autorità competenti – in particolare quelle di recente nomina – siano ancora impreparate a esercitare funzioni di vigilanza efficaci.
Questa asimmetria regolatoria, combinata alla difficoltà di armonizzare il quadro giuridico settoriale con gli strumenti sovranazionali, mina le fondamenta dell’effettività dell’azione normativa.
Osservazioni critiche
- Interdipendenza sistemica non governata: settori quali energia, telecomunicazioni e infrastrutture digitali costituiscono nodi sistemici, da cui dipendono servizi essenziali. Il report rileva come un attacco ad un fornitore cloud o un’interruzione DNS possa produrre effetti cascata devastanti su larga scala.
- Necessità di un approccio differenziato e scalabile: l’attuale quadro normativo è uniforme nei principi, ma deve diventare adattivo nelle applicazioni. Settori maturi come l’elettricità o il banking possono reggere oneri più gravosi; altri, ancora in fase di crescita normativa, necessitano di linee guida flessibili e supporto tecnico.
- L’urgenza di un coordinamento orizzontale: ENISA sollecita la sinergia tra autorità nazionali e sovranazionali, nonché tra organismi settoriali e intersettoriali, per affrontare in maniera congiunta minacce cibernetiche sempre più interconnesse, persistenti e sofisticate.
Raccomandazioni normative di rilievo
Il documento individua azioni operative precise, tra cui:
- modelli di servizio condiviso nella PA per affrontare congiuntamente esigenze comuni come i portafogli digitali;
- campagne di sensibilizzazione e formazione mirate per settori come spazio e sanità;
- esercitazioni di crisi multimodali nel trasporto marittimo, per testare la tenuta dei protocolli intersettoriali;
- sviluppo di linee guida per acquisti sicuri nel settore sanitario, con attenzione alla sicurezza del prodotto sin dalla fase di progettazione;
- piani di risposta agli incidenti nel settore gas, da testare su scala nazionale ed europea.
Conclusioni
Il NIS360 2024 evidenzia una frattura concreta tra la rilevanza economico-sociale di alcuni settori e il loro livello di maturazione cibernetica. Tale squilibrio configura una vulnerabilità sistemica inaccettabile per l’integrità del mercato interno digitale e della sicurezza collettiva.
L’analisi ENISA non è soltanto un’istantanea di stato, ma un documento di indirizzo strategico che richiede azioni legislative e regolatorie coerenti, coordinate e tempestive.
Il futuro della cybersicurezza europea si gioca, ora, sulla capacità di agire con rapidità, consapevolezza e rigore tecnico-giuridico.
Daniele Giordano
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